domenica 4 settembre 2005

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Un bel, piccolo gesto

Ogni tanto, nella ripetitività quotidiana, avvengono delle cose che fanno sorridere perché, senza essere eccezionali, possono caricarsi di significato sulla base delle esperienze di ognuno, e ve ne riporto un esempio piccolo piccolo.

Venerdì scorso faceva parecchio caldo a Milano. Scendo nel pomeriggio in metropolitana per tornare a casa dal lavoro, e anche in quell'ambiente sotterraneo, spesso fresco e ventilato dagli stessi treni, il caldo era piuttosto opprimente. Salgo sul treno, al solito, al capolinea della linea gialla, in Maciachini, e mi siedo comodamente. Alla fermata successiva, in v.le Zara, sale un esile e minuto signore sulla cinquantina in camicia e cravatta, trafelato dalla rincorsa. E' palesemente sudato, come altri, ma manifesta un disagio evidente, al limite della disperazione, alla ricerca di un rimedio... e cosa fa? Stacca con decisione una locandina pubblicitaria attaccata con uno spago al corrimano del plafone e subito la agita energicamente a guisa di ventaglio, e non potrei descrivere meglio il sollievo che ha provato se non col suo verso: Ahhhhhh!

Io e una ragazza di fronte ci siamo guardati e ci siam messi a ridere sommessamente, anche se non credo per lo stesso motivo.

La scena era talmente carica di spontaneità che poteva sicuramente portare a un sorriso, ma io ho pensato a un episodio di qualche mese fa, durante il caldo terribile delle prime settimane di giugno, quando salii a San Donato, l'altro capolinea della stessa linea gialla, senza trovare posto a sedere. A Rogoredo il vagone si riempì come un uovo coi pendolari che arrivavano dalla stazione ferroviaria, e la caccia a un appiglio avvenne come sempre. Una di quelle locandine appese provocò qualche nervosismo, penzolando su teste e braccia di persone pigiate, e qualche considerazione che forse la pubblicità, certamente importante, potrebbe evitare di occupare ogni spazio vitale, eruppe dalla folla, con anche qualche manifestazione, diciamo, colorita.

Possibile che a nessuno venne in mente di strapparlo quell'inopportuno cartoncino? Il signore "minuto" ha trasformato il ricordo di un fastidio in uno strumento di sollievo, fregandosene bellamente di cosa potesse pensare la gente e regalando un momento di "sollievo dalle regole" a tutti i presenti. A me queste cose allietano la mente; che volete, son fatto così.



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